Immaginazione guidata è una tecnica in cui l’operatore agisce come moderatore e guida e fornisce al cliente un tema di lavoro immaginifico, ad esempio un viaggio in treno, o una gita al mare. Il tema può scaturire da quanto emerso durante il colloquio iniziale con il cliente. Sulla base di questo tema il soggetto descrive a voce alta le immagini che gli vengono alla mente spontaneamente. A seconda di quanto narrato dal soggetto l’operatore invita a considerare le immagini, ad aggiungere particolari. Lo svolgimento della storia si svilupperà durante tutto il tempo dell’immaginazione guidata.

L’operatore può anche fornire una struttura narrativa generica del viaggio immaginario. In questo caso il cliente segue il racconto in silenzio. Questa tecnica può essere utilizzata anche su gruppi di persone. Nella pratica individuale si rivela funzionale se il cliente ha difficoltà e non riesce o non vuole verbalizzare. Utilizzata in questo modo, la tecnica non differisce dall’ipnosi. In particolare tutte le tecniche di rilassamento progressivo possono essere sviluppate sotto forma di racconto con le modalità dell’immaginazione guidata. Alcune tecniche ipnotiche, proposte come approfondimento della trance, non sono altro che sceneggiature di immaginazione guidata.

sogno da svegli guidato

Sotto certi aspetti l’immaginazione guidata è una tecnica non dissimile dal “Sogno da svegli guidato” (R. Desoille), che attiva uno stato mentale a metà tra la veglia e il sonno. Non è infrequente che il “Sogno da svegli guidato” conduca ad una profonda ipnosi. Il “Sogno da svegli guidato” prende spunto dalle teorie psicoanalitiche, ed è utilizzato per esplorare le risorse dell’inconscio, che saranno poi successivamente discusse da terapeuta e cliente. Per Desoille ogni sogno da svegli è costituito da immagini di un viaggio che di per sé è curativo. Desoille utilizza simboli predefiniti e la direzione del viaggio (alto, basso) per ottenere materiale da analizzare psicoanaliticamente, com’era prerogativa nel periodo di nascita del metodo (1938).

In entrambe le tecniche il racconto può prendere una piega fantastica, simbolica, in cui ricordi, fantasie, pure e semplici emozioni, si intrecciano tra loro a caso, e danno luogo a racconti inusuali.

tecniche e applicazioni

Un’altra tecnica che presenta le caratteristiche dell’immaginazione guidata è la Gestalt. Questa tecnica incoraggia il paziente a discutere di se stesso in prima persona e al tempo presente. La descrizione dell’esperienza attuale non è interpretativa, come nel caso del “Sogno da svegli guidato”. Nella Gestalt possono realizzarsi fenomeni allucinatori veri e propri, rispetto al racconto effettuato durante la terapia. Non è insolito che un soggetto parli al proprio padre o alla propria madre immaginarie sedute su una sedia di fronte a lui.

Un altro campo di applicazione molto interessante e da cui ci si possono aspettare ottimi risultati, è quello sportivo. Si può apprendere la capacità di vedere se stessi mentre si compie un gesto o ripetere lo stesso gesto nella mente centinaia di volte senza che la fatica ne interrompa la fluidità. In questo caso le tecniche di immaginazione guidata sono applicate al miglioramento delle prestazioni. Si può combattere prima di un incontro, immaginando le reazioni dell’avversario e le contromosse. Si può correre lungo il percorso di una gara di ciclismo o di corsa, applicando le tattiche selezionate, sentendo il piacere di effettuare lo scatto finale in vista del traguardo, che attraversiamo vittoriosi. Immaginarsi proiettati in un futuro vincente è un altro grande metodo di utilizzare le tecniche di immaginazione guidata. Sognate quello che volete, purché sia nel dominio delle vostre possibilità, con l’intensità maggiore che potete, e finirete per ottenerlo.

Le stesse tecniche utilizzate in campo sportivo si possono utilizzare in altri ambiti. Un musicista può suonare i suoi pezzi preferiti immaginandoli nella mente e ripeterli centinaia di volte senza toccare lo strumento. In generale qualunque attività necessiti di allenamento e ripetizione costante può beneficiare dell’immaginazione guidata.

coinvolgimento

Tanto maggiore è il coinvolgimento nell’immaginazione guidata, tanto migliori e veloci saranno i risultati. Per questo motivo è bene utilizzare tutti e cinque i sensi, in modo da avere immagini mentali e reazioni fisiologiche complete. Tanto più riusciamo ad immaginare e raccontare quello che sta avvenendo nel viaggio immaginario utilizzando gusto, tatto, udito, vista e olfatto, tanto migliori saranno i risultati. Utilizzando tutti i sensi, non si corre il rischio di escludere una parte dell’esperienza immaginaria, che può essere importante. Nel libro “Alla ricerca del tempo perduto”, il soggetto recupera una serie di ricordi sulla scia del sapore di una madeleine, un dolce tipico francese. Assaporare, odorare, toccare nell’immaginazione, produce gli stessi effetti: la mente non distingue la provenienza dello stimolo, la elabora semplicemente.

Il soggetto deve essere così immerso nel racconto, così preso da quello che immagina, da non saper distinguere il sogno dalla veeglia, l’immaginato dal reale. Tanto maggiore è il suo coinvolgimento nella scena immaginata, tanto più fruttuoso sarà il lavoro fatto con l’immaginazione guidata. Spesso il coinvolgimento è così profondo e intenso, che hanno luogo fenomeni allucinatori di tipo visivo od uditivo analoghi a quelli che si possono ottenere in ipnosi. Janet utilizzò l’ipnosi con la scrittura automatica e la sfera di cristallo per ottenere immagini da utilizzare poi con i suoi pazienti.

A partire da Galton (1883), sono stati effettuati molti studi sull’immaginazione visiva. Lo studio di Galton, ad esempio, confrontava i risultati dell’immaginazione di differenti figure professionali, dallo scienziato al venditore fino all’artista. Come c’era da aspettarsi, l’artista ha una immaginazione molto più forte e vivida di quella delle altre categorie. Ciò non esclude che un matematico non possa avere un’immaginazione altrettanto vivida, soltanto che è più facile trovare queste caratteristiche in una cerchia di attori, che in un gruppo di scienziati.

Ipnosi e immaginazione guidata

La capacità di avere immagini vivide è un elemento correlato all’ipnotizzabilità. Maggiore è questa capacità, maggiore sarà la capacità di entrare in ipnosi. Date le similitudini che esistono tra immaginazione guidata ed ipnosi, anche questo è un risultato atteso e che non sorprende chi pratica ipnosi. Molte tecniche di auto-aiuto, prevedono l’utilizzo dell’immaginazione guidata, sia sotto forma di esercizi di fantasia, sia utilizzando elaborati già pronti, o registrazioni da ascoltare. Alcune tecniche di autoipnosi non sono altro se non l’utilizzo dell’ immaginazione guidata.

L’immaginazione guidata costituisce un metodo molto semplice di sperimentare esperienze interiori di grande pace, calma e tranquillità. Allo stesso tempo è un mezzo per conoscere meglio se stessi scendendo nelle profondità della propria mente. E’ un  viaggio è immaginario, composto di simboli e  molto somigliante ad un sogno.

Spesso l’immaginazione guidata si trasforma in un vero e proprio sogno ad occhi lucidi, nel quale la persona che lo vive può intervenire modificandone lo svolgimento.

Il racconto dell’immaginazione guidata appartiene all’esperienza del soggetto e sarà il soggetto stesso a interpretarla o meno. Spesso il significato di oggetti, persone e cose apparse nel racconto, è immediatamente manifesto. Altre volte rimane oscuro, ma si chiarisce tra una seduta e l’altra, o a distanza di più sedute. Molto spesso l’intera esperienza dell’immaginazione guidata è una profonda intuizione sulla soluzione a quelli che sono i limiti e i problemi del momento.