Meditare vuole dire concentrarsi interiormente a lungo su qualcosa. Le finalità della meditazione sono il raggiungimento della consapevolezza, la pace dell’animo e il ritrovare il proprio Sé. Anche se probabilmente le finalità della meditazione differiscono, magari solo per sfumature, da una scuola filosofica all’altra, da una religione all’altra, da un individuo all’altro.

La meditazione ha un nucleo base di tecniche sperimentate ormai da millenni e basate principalmente sul respiro e sulla concentrazione della mente su un oggetto o un’idea. Da questo nucleo base sono state realizzate varianti infinite, che hanno tutte lo scopo di portare il meditante all’illuminazione.

Molte delle tecniche di meditazione sono state riprese dalla cultura occidentale, e rielaborate sotto forma di metodi di rilassamento. Ne è un esempio “Relaxation response”, un libro di Herbert Benson, pubblicato nel 1975, che prende spunto dall’esame della meditazione trascendentale e dai risultati ottenuti dai meditanti con questa tecnica.

La tecnica proposta da Herbert Benson è molto semplice, e consiste nel fissare la mente su una sola idea, la ripetizione costante del numero uno (one). Una riproposta del monoideismo di Braid, l’inventore del termine ipnosi, che sosteneva che l’ipnosi altro non era che la concentrazione della mente su una solo idea: monoideismo, appunto.

Come si vede da questo esempio esiste un parallelismo molto forte tra la meditazione e l’autoipnosi, che non è solo nelle tecniche, ma anche nel risultato della loro applicazione. Lo stato di meditazione, infatti, non differisce da quello che è possibile raggiungere con l’autoipnosi o con il rilassamento profondo. Le differenze sono non tanto nella tecnica e nel risultato, quanto nelle finalità e nella velocità di raggiungimento dei risultati.

Meditazione

Meditare può richiedere anni di applicazione, e spesso quando si comincia si commettono errori che in seguito vanno corretti, perdendo ulteriormente tempo. Con l’ipnosi si raggiunge con poche ore di esercizio, uno stato di rilassamento profondo ce può essere utilizzato per meditare. La differenza più importante, sta nelle motivazioni che spingono a meditare, piuttosto che a fare ipnosi o autoipnosi. Con l’ipnosi ci si può prefiggere di raggiungere un risultato a breve termine, come l’eliminazione di una paura, piuttosto che l’illuminazione o la scoperta del Sé.

In ogni caso la meditazione offre grandi vantaggi a chi la pratica, perché mette in atto qui meccanismi di rilassamento e di forte concentrazione mentale che sono alla base del benessere del sistema corpo-mente.

Meditare è uno stile di vita. Applicare le tecniche di meditazione è solo uno dei momenti relativi a questo stile di vita. Meditare significa consapevolezza, uno stato che si raggiunge liberando la mente da ogni altra distrazione. La meditazione ha come scopo il raggiungimento dell’assenza di pensiero, la cessazione stessa del processo di pensiero.

Quando il meditante ha raggiunto questo punto, la sua mente è libera, serena, in pace, la sua vita trasformata. E’ stato ampiamente dimostrato che la meditazione è un antidoto efficace contro l’ansia, l’insonnia, la tensione, l’odio, la colpa, la rabbia la confusione. Una mente calma, placida e serena, è in grado di contemplare il mondo e vederlo da una prospettiva più ampia. Non essere preda delle passioni e delle emozioni, permette di affrontare al meglio quelle situazioni che molti riterrebbero troppo difficili e stressanti.

Meditare con costanza aumenta i momenti di calma e serenità, li prolunga nel tempo, oltre il periodo di meditazione. La mente di un buon meditante è costantemente calma e serena, la meditazione non è che un approfondimento di questo stato, un allenamento alla sua conservazione. Attraverso la pratica della meditazione, la mente ritorna alla sua vera natura, alla sua essenza. Le tecniche di meditazione sono il modo in cui guadagnammo il controllo della nostra mente, guidandola nella giusta direzione.

La meditazione riflette i concetti e le credenze di pratiche religiose orientali millenarie. L’uso che se ne fa in occidente è alquanto distorto e arbitrario. Da una parte mancano le concezioni religiose e filosofiche richieste dalla meditazione. E dall’altra le condizioni di vita occidentale del XXI secolo non sono le più idonee per praticarla.

Nonostante questi limiti la pratica della meditazione ha i suoi seguaci anche in occidente. Chi la pratica ne ottiene comunque dei benefici in termini di riduzione dell’ansia, tranquillità e coscienza di se. Anche se i risultati ottenuti non corrispondono a quelli osservati sperimentalmente su alcuni monaci tibetani, restano comunque apprezzabili.

La meditazione è praticata per raggiungere l’illuminazione. L’ipnosi non ha, di per sé, alcuno scopo mistico o religioso. La meditazione è un processo lungo, che coinvolge la vita del meditante. L’ipnosi è una via breve, non meno efficace ma sicuramente meno impegnativa. Ottiene gli stessi effetti in termine di riduzione dello stress e tranquillità della mente, con un processo breve, mirato, basato sul raggiungimento di un obiettivo molto concreto.

Chi fa ipnosi, o autoipnosi, desidera che le sue verruche spariscano, o vuole ridurre le sue crisi d’ansia oppure risolvere quella fobia sociale che gli sta complicando la vita. Se si vuole smetterle di mangiarsi le unghie si ricorrerà più spesso all’ipnosi che non alla meditazione. Due o tre sedute e ci si libera da questa cattiva abitudine.

Un punto di contatto

Nonostante le differenze sopra evidenziate, l’ipnosi è un ottimo modo di migliorare la meditazione, sperimentare l’estasi o stati mistici. Può diventare un modo alternativo, semplice ed efficace, per praticare la meditazione.

Utilizzando le tecniche di immaginazione guidata si possono coinvolgere tutti e cinque i sensi, e sperimentare durante l’ipnosi la sensazione di essere completamente immersi, sia dal punto di vista fisico che emotivo, in un oceano universale di pace, calma e tranquillità. Si può percepire il proprio corpo che fluttua in un benessere senza tempo, la mente che si espande.

Siccome ogni persona è differente, ognuno sperimenterà questa situazione in modo differente, sentendosi in comunicazione con la parte più profonda di sé, con l’universo intero o con l’Essere Superiore.

Comunicare queste esperienze risulta difficile, perché sono fatte di sensazioni ed emozioni, di stimoli fisici che non si sperimentano nelle normali attività quotidiane.

Le tecniche ipnotiche sono quanto di più vicino alla meditazione si può sperimentare, e danno gli stessi effetti benefici, in una frazione del tempo che occorre per apprendere e praticare la meditazione.

Alla fine di questo breve confronto tra ipnosi e meditazione, possiamo dire che se la meditazione è la via dell’illuminazione, l’ipnosi è per lo meno una via illuminata, che possiamo tranquillamente percorrere.