Esistono differenti modi di meditare, quante sono le persone sul pianeta. Le differenti tecniche che si insegnano per meditare, riflettono questa verità fondamentale: nessuno di noi è uguale ad un altro, al massimo possiamo essere simili. Se state utilizzando un metodo di meditazione che non vi soddisfa, cambiatelo completamente. Se non funziona, se non riuscite ad utilizzarlo, se è “scomodo”, vuol dire che non fa per voi.

Di seguito vi presento un elenco delle varie tecniche che si possono utilizzare per meditare.

Ognuna di queste tecniche percorre una strada diversa che conduce allo stesso luogo: la pace mentale. E’ importante scoprire qual’è la strada che possiamo percorrere più facilmente, senza che ci siano ostacoli a bloccare il cammino. Una strada da percorrere con gioia, a nostro agio, secondo i nostri ritmi e i nostri tempi, sicuri che ci porterà prima op poi nel luogo in cui avremmo sempre voluto essere.

Rilassamento

Almeno qui da noi, in occidente, rilassamento e meditazione sono considerati sinonimi. Non c’è bisogno di essere rilassati per meditare, ma sicuramente, almeno per i principianti, rilassarsi può aiutare. In questo caso utilizzate le tecniche di Edmund Jacobson, che conducono facilmente ad un profondo rilassamento fisico. Potete utilizzare anche tecniche indirette di rilassamento, come l’autoipnosi o il training autogeno. Ciascuno di questi metodi, se fatto appropriatamente, porta ad un profondo rilassamento fisico.

Respiro

L’utilizzo del respiro è presente in tutte o quasi le tecniche di meditazione. Possiamo usare il respiro in maniera passiva, respirando senza controllo cosciente, o attiva, respirando in maniera cosciente. In quest’ultimo caso il punto focale su cui concentriamo la nostra concentrazione è il respiro stesso. Va praticato con accortezza cominciando con pochi minuti al giorno fino ad arrivare a mezz’ora.

Mantra

Il mantra è parola specifica che il meditante ripete senza sosta durante la meditazione, è uno dei metodi che caratterizzano le pratiche meditative. Anzi, può essere considerato il tratto distintivo delle pratiche di meditazione.

Appartengono a questa tipologia:

  1. Meditazione trascendentale una tecnica derivata dalla tradizione orientale da Maharishi Mahesh. Meditando su un mantra personale, assegnato durante una breve cerimonia di addestramento, si raggiunge la calma della mente e l’assenza dei pensieri.
  2. Relaxation response è una tecnica introdotta negli anni 70 dal dottor Benson, e consiste nella ripetizione continua di un numero o una breve frase. Ha origini dalla meditazione trascendentale, studiata da Benson nel suo libro “The relaxation response”. Pur potendo essere considerata una tecnica di meditazione, ha come scopo di permettere il rilassamento di chi la pratica al fine di ridurre lo stress.
  3. Clinically Standardized Meditation sviluppato da Patricia Carrington in seguito ai suoi studi effettuati all’università di Princeton negli anni 70. E’ una modifica della ripetizione del mantra. Il mantra, scelto tra sedici mantra Sanscriti o da se stessi, è ripetuto all’inizio a voce alta per poi scendere di volume fino a ridursi ad un sussurro. A questo punto il mantra è solo pensato.

Concentrazione

Le tecniche che prevedono di concentrarsi su un singolo oggetto o pensiero, sono come il mantra, considerate un tratto distintivo della meditazione. Lo stesso effetto lo si può raggiungere praticando autoipnosi, che consiste in una forma di monoideismo. Utilizzando queste tecniche non si eliminano i pensieri, ma si lasciano lì, non dandogli importanza, come prevede il metodo di meditazione di Maeres, che è un adattamento dello psichiatra australiano delle tecniche di meditazione orientali.

Mindfulness-Based stress reduction

Un’altra tecnica per la riduzione dello stress e la pratica della meditazione adattata al mondo occidentale. Si deve a Jon Kabat-Zinn, del centro medico dell’università del Massachusetts. Fu originariamente ideata per trattare pazienti con dolore cronico. La pratica si è poi estesa e può essere utilizzata per ottenere una maggiore consapevolezza dei modi in cui pensieri, sensazioni, comportamenti determinano la nostra salute emotiva, fisica e spirituale.

Tecnica dello specchio

Consiste nel mettersi di fronte ad uno specchio e guardare la propria immagine riflessa per circa venti minuti. Passato questo periodo di tempo si chiudono gli occhi e si medita per altri venti minuti. Una variante consiste nell’illuminare debolmente lo specchio con una luce in una stanza buia, in modo che si veda solo il proprio volto riflesso nello specchio. Un’altra variante consiste nel fissare i propri occhi nello specchio, fino ad entrare in uno stato di autoipnosi.