Non bisogna farsi ingannare dal grande numero di tecniche di autoipnosi esistenti. Si basano tutte su un solo concetto: concentrazione su una singola idea, o monoideismo. La concentrazione su una sola idea, su una singola parola o immagine è la chiave che apre le porte alla trance.

La concentrazione si può raggiungere in molti modi, ecco perché esistono tante tecniche differenti e tante applicazioni di queste tecniche quanti sono i praticanti. Dopo un periodo di apprendimento iniziale, infatti, chi ha appreso una tecnica e ha continuato a praticarla, si rende conto che può saltare alcuni passaggi. Altri possono essere accorciati, ci si sofferma più a lungo su un passo piuttosto che su un altro. Così apporta le variazioni che fanno al suo caso, in modo che l’induzione si adatti alla sua personalità, ai suoi tempi e ai suoi obiettivi. Esistono poche cose così personali come un’induzione auto-ipnotica.

Metodo Benson

Per raggiungere la concentrazione, basta pensare a una sola cosa.”Relaxation response”, del dr. Herbert Benson, è un libro che descrive i metodi e i risultati di alcuni esami effettuati su un gruppo di meditanti dediti alla “meditazione trascendentale”.

Benson suggeriva un metodo di rilassamento basato sulla concentrazione della mente su una sola idea, e mediato dai metodi utilizzati nelle pratiche di meditazione nelle discipline orientali.

Il metodo prevede i seguenti passi

  • Scegliere l’oggetto della meditazione . (Benson suggerisce la parola UNO.)
  • Sedere ad occhi chiusi in un logo tranquillo (almeno le prime volte, in seguito potete farlo ovunque)
  • Rilassare i muscoli e concentrare l’attenzione sul respiro.
  • Pensare silenziosamente all’oggetto della meditazione
  • Continuare per 10-20 minuti (con la pratica si può aumentare il tempo)
  • Se vi accorgete di avere perduto l’oggetto della meditazione, concentrate nuovamente il pensiero su di lui
  • Raggiunto il tempo stabilito (le prime volte potete usare una sveglia con il tempo impostato) aprite gli occhi, lasciate passare un minuto o due e stiracchiatevi per bene

Praticare

La pratica rende il metodo più facile da eseguire e il suo effetto più profondo. Se dite ad alta voce il tempo per cui volete fare questo esercizio (“Voglio stare in autoipnosi per 10 minuti”), aprirete gli occhi dopo il tempo stabilito, poco prima o poco dopo.

Benson propone questo esercizio come pratica meditativa. In realtà non ci sono differenze tra lo stato ipnotico e quello raggiunto con la meditazione. Per cui a tutti gli effetti questo è uno degli esercizi di autoipnosi più semplici che si possano fare. La ripetizione della parola può essere omessa, basta concentrarsi solo sul respiro. Ma per chi non ha mai provato tecniche simili, questo può essere più difficile, come può essere difficile stabilire se si è “in ipnosi” oppure no.

I risultati e le esperienze effettuate con la tecnica di Benson, indicano che lo stato di rilassamento che si instaura con la meditazione, permane nel tempo, tanto più quanto pratichiamo, e che questo stato combatte gli effetti fisici ed emotivi dello stress.

Chiusura degli occhi

La chiusura degli occhi è stato il metodo di elezione dei primi ipnotisti, perché conduce a un soddisfacente stato di trance in un tempo ragionevole. Si può usare la stessa tecnica per entrare in autoipnosi in breve tempo.

Il metodo prevede i seguenti passi

  • Sedere ad occhi chiusi in un logo tranquillo (almeno le prime volte, in seguito potete farlo ovunque)
  • Rilassare i muscoli e concentrare l’attenzione sul respiro.
  • Cominciate ad aprire e chiudere gli occhi contando lentamente.
  • Aprite gli occhi in corrispondenza dei numeri dispari, apriteli in corrispondenza dei numeri pari
  • Continuate contando molto lentamente e rallentando la numerazione dei numeri pari
  • Dopo qualche numero i vostri occhi si fanno stanchi e trovate difficile aprirli in corrispondenza dei numeri dispari
  • Continuate finché non riuscite ad aprire gli occhi in corrispondenza dei numeri dispari
  • Se si è realizzato quanto detto al punto precedente, siete in trance. Approfonditela contando lentamente altri venti numeri.
  • Lasciatevi pure andare alle immagini, alle sensazioni alle parole che vi vengono in mente
  • Per emergere dalla trance contate da uno a cinque e aprite gli occhi al cinque.

Il metodo Betty Erickson

Questa è una rielaborazione del metodo di Betty Erickson, moglie di Milton Erickson, il più famoso ipnotista del 1900.

Scegliete una cosa che non vi piace di voi. Trasformatela in un immagine, poi trasformate questa immagine in positivo.

Se non vi piace mangiarvi le unghie, fatevi un’immagine mentre rosicchiate le unghie come castori, poi trasformatela in un immagine delle vostre mani con le unghie perfette e ben limate. (Questo è solo un esempio, non un suggerimento. La vostra fantasia può fare di meglio per generare le immagini più adatte a voi.).

Prima di entrare in autoipnosi datevi un tempo limite prima di auto-ipnotizzarvi dicendovi, mentalmente o ad alta voce (meglio), la seguente frase: “Entro in autoipnosi per # minuti“. Oppure ore: come vi pare. La vostra mente terrà conto del tempo come un orologio svizzero.

Esecuzione del metodo Betty Erickson

Prendete tre oggetti intorno a voi, meglio se piccoli e brillante, come la maniglia di una porta, un punto chiaro su un quadro, etc. e fissate la vostra attenzione su ognuno si essi.

Prendete tre suoni dal vostro ambiente, il traffico, il rumore del frigo, etc., e fissate la vostra attenzione su ognuno.
Prendete tre sensazioni che state provando, il prurito al naso, il formicolio alla gamba, la sensazione dell’aria che passa attraverso il naso, etc. Meglio usare sensazioni inusuali, su cui non si è soliti portare l’attenzione, come la sensazione del piede destro all’interno della scarpa.

Non fissate la vostra attenzione troppo a lungo, solo quello che basta per rendervi consapevoli di quello che state vedendo, sentendo o provando. La mente è rapida.

Passate successivamente, con le stesse modalità, a due oggetti, due suoni due sensazioni.

Sempre senza fretta, passate a un oggetto, un suono una sensazione.

Se avete fatto le cose per bene, siete in trance, pronti al passo successivo.

Ora lasciate vagare la vostra mente, come facevate in classe, quando il maestro parlava e voi guardavate fuori dalla finestra, ed eravate in un altro luogo, in un altro tempo, in un altro spazio, in un luogo dove vi sarebbe piaciuto stare, completamente dimentichi di tutto il resto.

Pensate e ripensate all’immagine iniziale. Forse la mente vaga, di tanto in tanto si distrae, magari va alla deriva, ma non importa. Appena potete riprendete l’immagine iniziale, e cominciate a lavorarci sopra. Non fate sforzi per tentare di ricordarvi che cosa significhi né di che si tratta. La vostra mente funziona in base alle associazioni mentali, lasciate che funzioni al meglio senza disturbarla inutilmente: sa bene quello che deve fare.

Manipolate l’immagine, giocateci un po’. Vedete se più luminosa vi sembra migliore, oppure se più piccola è più piacevole. Se è un immagine in movimento, mandatela avanti e indietro, al rallentatore, oppure acceleratela. Quando l’immagine iniziale vi sempre peggiorata, sostituitela istantaneamente con la seconda immagine.

Riorientamento

Altrimenti noto come risveglio, segna il termine dell’induzione auto ipnotica.

Godetevi la vostra nuova immagine, assaporatele quanto vi piace, e quando avete fatto, aprite gli occhi. Se non vi siete dati nessun limite temporale prima di entrare in autoipnosi, quando siete soddisfatti del lavoro fatto, contate dentro di voi da uno a cinque svegliandovi di un quinto ogni volta, e arrivati a cinque aprite gli occhi.

Questi sono esempi di tecniche, ma nessuno vieta di inventarne altre, purché sia mantenuto l’assunto di base: concentrazione su una singola idea. Imparare da soli è possibile ed estremamente facile per alcuni soggetti. Rivolgersi ad un ipnotista semplifica il processo, accorcia i tempi di apprendimento e elimina errori nel processo di apprendimento.