Ipnotizzare è facile, e chi dice il contrario non conosce l’ipnosi. Per ipnotizzare non è necessaria nessuna capacità particolare, nessun potere o attributo magico. L’unica qualità richiesta è la voglia d’imparare le tecniche di base e soprattutto quella di provarle molte volte, su persone differenti, finché non si è assolutamente confidenti. La fiducia in se stessi e una grande passione, sono i requisiti indispensabili per mettersi in gioco e cominciare ad ipnotizzare. Lo studio, la pratica e l’esperienza formeranno e consolideranno nel tempo le tecniche ipnotiche e l’approccio con il cliente.

L’ipnosi può essere fatta ovunque, in casa, in uno studio, all’aperto, nella confusione di un pub, per strada. Ipnotizzare non richiede alcuno strumento particolare, solo l’utilizzo della voce. L’ipnosi può essere fatta anche per gioco, e la strada o un pub sono i luoghi di elezione per fare un’ipnosi di questo tipo. Nella tranquillità di uno studio, l’ipnosi avrà altre finalità, e sarà destinata al cambiamento dei comportamenti o delle convinzioni che non si desidera più avere, oppure a un lavoro di regressione per sondare qualche aspetto della personalità influenzato da un evento del passato. In questi casi l’ipnosi è finalizzata a un obiettivo importante di cambiamento ma le tecniche per ipnotizzare il cliente possono essere le stesse utilizzate in un altro contesto.

Durante gli anni in cui ho praticato l’ipnosi, ho scoperto che il numero di persone che trovano questa disciplina affascinante è molto numeroso, così si possono sempre trovare delle persone disposte a sperimentare cosa si prova ad essere ipnotizzati. Sono molti anche coloro che vorrebbero cominciare ad ipnotizzare, ma non trovano un punto d’incontro in cui fare esperienza.

Ipnotizzare

Ipnotizzare è semplice, ma non è sempre sicuro. C’è un certo numero di persone, affette da turbe mentali, che è meglio non ipnotizzare, quindi se volete provare queste tecniche, dovete sapere che esiste la possibilità che non sappiate riconoscere una di queste persone, e che nemmeno la persona in questione sappia di avere certe problematiche. Esiste anche la possibilità che la persona in ipnosi, anche durante un semplice rilassamento progressivo, tocchi qualche punto sensibile, nascosto in profondità, e messo allo scoperto dall’ipnosi. Anche se questi casi sono rari, possono accadere, quindi il mio consiglio è quello di farvi guidare almeno nei primi passi da una persona esperta. Affronterete le varie situazioni con più tranquillità, gli eventuali errori nell’applicazione delle tecniche ipnotiche saranno corretti immediatamente, e non diventeranno difetti.

Una tecnica ipnotica

In ogni caso, una tecnica di rilassamento ipnotico molto semplice, da utilizzare per cominciare ad ipnotizzare, è quella che propongo di seguito. Può durare dai venti a i quaranta minuti, a seconda della voglia che avete di parlare e di come la persona che state ipnotizzando risponde alle suggestioni. Alcune persone faticano molto anche con questo semplice esercizio, quindi ci vuole un po’ più di tempo per portarle in uno stato di piacevole ipnosi.

Cominciate ad ipnotizzare come se stesse conversando, in maniera molto piacevole, suggerendo semplicemente alla persona di rilassarsi. Quello che dite ha importanza relativa, può essere una frase come “Bene, che ne dici se adesso ti rilassi completamente, dalla punta della testa alla punta dei piedi?”. L’induzione comincia da qui, da ora in poi bisogna osservare attentamente le reazioni del soggetto e sfruttarle per amplificare le sue reazioni.

Quando vedete che la persona comincia a rilassarsi, proseguite facendola concentrare sul suo respiro. Ditele semplicemente di concentrarsi sul respiro, di sentire come l’aria score nei polmoni e suggeritele di non pensare ad “Nient’altro che il respiro”.

Osservatela per vedere le sue reazioni, osservate l’andamento del respiro e andate al suo ritmo, non appena vedete un rallentamento suggerite un amplificazione di questo rallentamento con una breve suggestione “Bene, il respiro sempre più lento, regolare, profondo”.

Fate notare alla persona che state ipnotizzando qualcosa che lo riguarda. Se è seduto e ha gli occhi chiusi dite “e mentre te ne stai lì seduto con gli occhi chiusi e respiri lentamente e hai le mani completamente abbandonate sulla gambe, continuai a rilassarti sempre più profondamente, dalla punta della testa alla punta dei piedi

Se la persona non ha ancora chiuso gli occhi, suggeritele di farlo “e quando chiuderai gli occhi ti rilasserai ancora più profondamente”, oppure “chiudi pure gli occhi, altrimenti rimarranno aperti” (suggestione fantastica e di grande effetto, se data al momento opportuno)

Proseguite suggerendo alla persona di rilassarsi ancora di più ad ogni respiro che fa, “e i rumori che ascolti intorno alla stanza ti rilassano sempre di più”, “e il suono della mia voce ti rilassa sempre di più indipendentemente da quello che dice”

Suggerite la chiusura degli occhi ” e le tue palpebre sono così rilassate che non puoi aprirle, più provi ad aprirle, più rimangono chiuse

A questo punto potete approfondire lo stato di rilassamento, e lo potete fare semplicemente contando “e ora sto per contare da venti a uno molto lentamente, ed ad ogni numero che dico ti rilassi il doppio della volta precedente

Dopo il conteggio potete cominciare a dare qualche suggestione, chiudendo il ciclo delle suggestioni con una suggestione post-ipnotica come questa “e la prossima volta che faremo ipnosi insieme, sarà dieci volte più facile e dieci volta più profonda”. Potete anche utilizzare le visualizzazioni per descrivere uno scenario piacevole, e che sapete sarà apprezzato dalla persona in ipnosi. Evitate in questo caso di descrivere scene di mare a chi odia il mare o di montagna a chi soffre di vertigini, otterreste un effetto molto spiacevole. Ipnotizzare una persona richiede un grande rispetto nei suoi confronti.

Riorientamento

Riportate la persona allo stato di veglia dicendo che conterete da uno a tre, o da uno a cinque, e che raggiunto il tre o il cinque, la persona in questione aprirà gli occhi “completamente sveglia”. Questa tipologia d’ipnosi, funziona molto bene per far dormire chi ha problemi a prendere sonno, e se la fate con questo proposito suggerite che “questa notte dormirai tranquillamente per tutta la notte facendo magnifici sogni” e se la persona è già distesa e l’ora è adatta, potete semplicemente dire “e quando dirò cinque ti addormenterai in un sonno benefico e profondo che durerà senza interruzioni tutta la notte e da cui ti risveglierai al mattino completamente riposato”.

Fate in modo che la persona che ipnotizzate in questo modo sia seduta su una poltrona o una sedia con i braccioli oppure distesa.

Considerazioni

La variabilità delle risposte fornite dalle persone durante l’ipnosi è notevole, per cui ipnotizzare non è mai la stessa cosa rispetto alla volta precedente. Molte persone andranno in ipnosi in meno di un minuto se fate le cose giuste. Con queste persone l’ipnosi è semplice, un fatto elementare. Con altre persone invece dovrete insistere maggiormente, perché sono troppo nervose o hanno troppa paura dell’ipnosi per lasciarsi andare completamente. A volte bisogna insistere più di una seduta per ottenere un risultato accettabile. Insistere sempre è la regola, non ci si deve necessariamente arrendere la prima volta che una persona non si lascia ipnotizzare.

Alcune regole

L’ipnotista, indipendentemente dalla tecnica utilizzata, deve basarsi unicamente sulle risposte fornite dal soggetto, che dettano il tempo dell’induzione. Ipnotizzare non è solo azione, ma soprattutto osservazione. Notare la comparsa dei segni di trance è fondamentale per poterli amplificare durante l’induzione, e a volte questi segni compaiono solo per brevi istanti. Tra i segni che si possono riconoscere facilmente durante un’induzione, ci sono il rallentamento del respiro, il fluttering palpebrale, la fissità della figura, il rilassamento dei muscoli del collo, leggeri movimenti muscolari delle dita, o altri segnali involontari. Altri segnali di trance, come il riscaldamento dell’epidermide, non possono essere percepiti dalla vista, ma sono facilmente rivelabili al tatto.

La presenza dei segnali di trance non sempre viene percepita dallo stesso modo dalla persona in trance. In certi casi la persona non crede di essere stata in ipnosi, semplicemente perché è rimasta cosciente, mentre la sua aspettativa era quella di perdere coscienza di sé. In questi casi si può fare una certa fatica a convincere il cliente del contrario, e spesso un aiuto è dato dai risultati che si manifestano dopo la seduta. Un rapido cambiamento nelle abitudini o di una risposta fisiologica è il migliore dei persuasori in questo caso.

Quando il soggetto ha gli occhi chiusi e non mostra nessun segno visibile d’ipnosi, non è detto che non lo sia. Per questo bisogna sempre testare lo stato di trance. Comunque, ci sono anche delle persone apparentemente non responsive, anche ai test ipnotici, che nonostante tutto ottengono i risultati desiderati. In caso di dubbio sulle risposte del soggetto, meglio continuare comunque ad ipnotizzare e terminare l’intera induzione ipnotica, somministrando le suggestioni necessarie. Le risposte del soggetto alle suggestioni potrebbero sorprendere, in questo caso, più voi che lui.

Verificare l’ipnosi

I test più semplici per verificare lo stato d’ipnosi, sono quelli che riguardano la catalessia. Il test migliore è quello della chiusura degli occhi, che spesso si trasforma in fluttering palpebrale, ossia in un rapido, quasi frenetico, sbattimento delle palpebre, molto caratteristico.

Quando si fa ipnosi non bisogna mai supporre, né dare nulla per scontato e soprattutto non farsi delle idee a priori: le possibilità di essere smentiti sono molto alte.

Se l’ipnosi non arriva la prima seduta, lo farà la seconda o la terza. Chi desidera fare ipnosi deve mettere in conto una certa serie di mancate induzioni, che con il tempo diminuiranno fino quasi a sparire. Ipnotizzare non è solo questione di tecnica, ma anche di esperienza, e con l’esperienza le induzioni diventeranno più brevi e più profonde. Bisogna comunque ricordare che:

Tutti possono essere ipnotizzati, ma nessuno può ipnotizzare tutti.

Quando un cliente non va in trance, non c’è stato fallimento né da parte dell’operatore ipnotico, né da parte del cliente. A volte l’ipnosi è una reazione che non decolla, indipendentemente dalla capacità dell’ipnotista e dalla buana disposizione del soggetto. In questi casi bisogna soltanto cambiare l’approccio, scegliere un a strada differente da quella che non ha portato in nessun posto.

A volte un rilassamento progressivo ha successo dove l’induzione di Elman ha fallito.

In ogni caso, mai permettere ad una mancata induzione di generare insicurezza sulle proprie capacità o le proprie tecniche. L’ipnotista deve avere una fiducia illimitata e sincera in se stesso e in quello che fa. Se finge, prima o poi viene scoperto.