Come condurre una seduta ipnotica dipende soltanto dall’ipnotista, e non da altro. Ogni ipnotista ha le sue tecniche personali, il suo approccio all’ipnosi e la sua personalità, che si riflettono inevitabilmente sul suo modo di fare ipnosi. Ma oltre all’approccio personale, esistono delle differenze tra le modalità di esecuzione di approccio all’ipnosi anche da una scuola di pensiero a un’altra.

Sotto queste apparenti differenze, si possono comunque individuare delle costanti, delle ripetizioni, un minimo comune denominatore, che determina l’aspetto unitario della conduzione di una seduta ipnotica, costituito da una serie di azioni che devono essere necessariamente eseguite per indurre un soggetto in ipnosi.

Quindi ogni intervento ipnotico, indipendentemente dalle tecniche ipnotiche utilizzate e dall’approccio dell’ipnotista, si basa su questo semplice schema, che serve come base per condurre una seduta ipnotica :

  1. Colloquio iniziale
  2. Induzione
  3. Utilizzazione
  4. Termine seduta

I passi devono essere realizzati nell’ordine, e la sequenza deve essere completa. Nessun passo successivo può essere compiuto se prima non è terminato il precedente, anche se molto spesso la demarcazione tra i vari passi non è così rigida e il passo precedente sfuma nel successivo.

Il termine della seduta è l’unico passo che potrebbe essere omesso, o la cui omissione potrebbe non essere un problema. Un soggetto in ipnosi si risveglierebbe comunque dopo un certo tempo o dopo essere passato dall’induzione ipnotica al sonno. In ogni caso bisogna sempre risvegliare il soggetto per condurre una seduta ipnotica bene fatta ed esente da critiche.

Nessuno dei passi indicati è più o meno importante degli altri, e le differenze possono trovarsi nell’importanza relativa che il singolo ipnotista o la scuola d’ipnosi assegna all’uno o all’altro.

Colloquio iniziale

Senza questo passo non si può condurre una seduta ipnotica. Il colloquio iniziale serve a comprendere il problema del cliente e il risultato desiderato. Se il problema e il risultato desiderato rientrano nei confini d’intervento dell’ipnosi, si può proseguire insegnando al cliente come ottenere uno stato di trance soddisfacente.

Infatti, qualunque approccio all’ipnosi sia praticato, è impossibile iniziare se non si sa quali sono gli obiettivi del cliente. L’ipnotista, da parte sua, deve valutare se le sue capacità e la sua preparazione sono in grado di realizzarli. Un buon colloquio iniziale è assolutamente indispensabile al successo. Attraverso il colloquio iniziale si entra in rapporto con il cliente, col suo modo di parlare, gesticolare, sulle sue convinzioni riguardo al problema che espone. Il cliente spiega quale obiettivo vuole raggiungere con l’ipnosi.

L’obiettivo deve essere chiaro, definito e misurabile. Se non si sa cosa si vuole fare con l’ipnosi, inutile cominciare. In questa fase l’ipnotista  deve essere capace di ascoltare senza giudicare e informare il cliente sull’ipnosi, rispondendo alle sue domande e demistificando idee preconcette o false credenze sull’argomento, spiegando nel maggior dettaglio possibile il proprio approccio all’ipnosi.

Induzione

Comincia così la fase dell’induzione. A seconda delle caratteristiche del cliente, potrà essere esplicita o implicita. E’ esplicita quando è dichiarata e resa palese, implicita quando avviene all’interno di una normale conversazione, dando di tanto in tanto degli input ipnotici che diventano sempre più frequenti. In entrambi i casi, alla fine dell’induzione, il cliente deve essere in uno stato di trance adeguato al tipo di lavoro ipnotico richiesto. Lo stato di trance deve essere stato verificato attraverso gli appositi test di profondità.

Questo passo si chiude quando si comincia ad utilizzare la trance. In realtà l’induzione e l’utilizzazione possono sovrapporsi, specialmente se durante l’utilizzazione si ricorre ad approfondimenti successivi della trance, conosciuti con il nome tecnico di frazionamento.

Utilizzazione

Qualunque tipo di approccio all’ipnosi prevede che la trance ipnotica realizzata nel passo precedente, sia utilizzata per raggiungere i risultati decisi nel primo passo. L’utilizzazione prevede il ricorso a tecniche differenti, a seconda del tipo di problema trattato e delle caratteristiche del cliente. Si possono utilizzare visualizzazioni, metafore, suggestioni dirette e indirette, o altri tipi di approccio. Quando è il caso si può ricorrere a tecniche di PNL utilizzandole all’interno della trance ipnotica, dove risultano maggiormente efficaci e coinvolgenti.

A seconda del tipo di problema e della risposta ipnotica del cliente, questo lavoro prosegue per un certo numero di sedute, che di solito non è molto elevato, perché a differenza di altre tipologie d’intervento, l’ipnosi funziona in tempi brevi.

Termine seduta

Finita la fase dell’utilizzazione, si termina la seduta ipnotica. In mancanza di termini migliori, si parla di risveglio dalla trance, anche se il cliente non ha mai dormito. Un termine alternativo proposto invece di risveglio è riorientamento. In questo momento il cliente è ancora suggestionabile, quindi si possono aggiungere altre suggestioni, se è il caso. In questa fase si discute brevemente l’esperienza, le sensazioni provate dal cliente, in che modo l’ha sperimenta, ecc. Le informazioni raccolte serviranno per le successive sedute, in modo da modificare e adattare il processo ipnotico alle caratteristiche del cliente e renderlo il più efficace possibile.