L’induzione ipnotica è la procedura con la quale un ipnotista conduce una persona, detta soggetto ipnotico, in ipnosi.

La procedura di induzione della trance non è descritta in termini univoci, né esiste un’induzione standard. Piuttosto ogni ipnotista utilizza un insieme di tecniche che ha appreso da altri, che ha modificato o che ha creato lui stesso. Alcune tecniche d’induzione infatti portano il nome di quello che è riconosciuto come il loro creatore.

Il frazionamento è attribuito a Wolpe, ad esempio, anche se molti utilizzavano tecniche simili al suo tempo e anche prima.

Esistono induzioni verbali, non verbali, rapide, istantanee. Alcune prevedono il contatto con il soggetto, altre lo ripudiano del tutto. Alcune utilizzano la fissazione dello sguardo in quello dell’ipnotizzato. Altre lasciano che l’ipnotizzato se ne stia da solo in una stanza sotto una coperta. Una tecnica sviluppata negli anni sessanta da Volgyesi, prevede l’utilizzo di un’apparecchiatura elettrica.

Ci si può perdere a seguire l’infinita varietà delle ramificazioni che ogni singola metodologia d’induzione ha creato.

Di queste induzioni bisogna conoscerne qualcuna,  ma meglio ancora è conoscere cosa sta alla base di ogni singolo metodo d’induzione.

La Migliore induzione

Tra tante induzioni ipnotiche e varianti non emerge uno standard o una particolare induzione ipnotica che possa essere considerata la migliore. O quella più adatta a ipnotizzare il maggior numero di persone. Forse è l’idea stessa di induzione migliore proviene dalla nozione errata che l’ipnosi è qualcosa che qualcuno fa a qualcun altro. Se ci fosse davvero questa magica induzione ipnotica, si userebbe sempre e solo quella, e l’ipnosi perderebbe quell’alone di magia e mistero che la circonda fin dalla sua apparizione.

Chiedere qual’è l’induzione ipnotica migliore è come chiedere qual’è il colore più bello o il cibo più saporito. Ognuno ha le sue preferenze.

Inoltre l’induzione ipnotica non è qualcosa di statico e fisso, che si ripete uguale a se stesso per ogni persona. Ogni induzione deve essere ritagliata sull’individuo, come un abito su misura. Bisogna rallentare o velocizzare l’induzione a seconda delle sue risposte. Meglio a volte interromperla,  magari perché suscita delle emozioni molti forti, per poi riprenderla in seguito. E’ l’induzione ipnotica che si adatta all’individuo e non il contrario.

Questo modo di utilizzare l’induzione ipnotica distingue un ipnotista capace da uno meno bravo, o se preferite la metafora dell’abito, il sarto da chi offre abiti confezionati. Il primo lavora sull’individuo e sulle sue reazioni, l’altro recita induzioni ipnotiche, fidando sul fatto che alcuni individui andranno comunque in ipnosi.