Occhio ipnotico - pubblicità su un giornale fine ottocento

Occhio ipnotico – pubblicità su un giornale fine ottocento

Occhio ipnotico

La fissazione dello sguardo è stato uno dei primi metodi utilizzati per ipnotizzare. La sua formalizzazione come metodo vero e proprio, si può fare risalire a Braid (il ricercatore che diede il nome all’ipnosi. Rientra nel metodo più generale esposto da Braid sulla fissazione dell’attenzione.

Il metodo funziona per motivi puramente fisiologici, e deve a questo la sua efficacia. Tra le altre cose Braid sviluppò le sue ricerche perché osservò la chiusura degli occhi effettuata da LaFontaine sul palcoscenico. Braid era un chirurgo oculista e si accorse immediatamente che l’effetto mostrato sul palcoscenico non poteva essere finto. Se ti interessa, tutta la storia la puoi leggere su questo articolo.

Il metodo Braid è screditato dalle nuove scuole d’ipnosi. Lo lo ritengono un retaggio del passato, ma ne parlano senza conoscerlo. In realtà la chiusura degli occhi, proprio perché basata sulla fisiologia umana, funziona bene e può produrre ipnosi molto profonde in un lasso di tempo ragionevole.

Come qualunque altro metodo non funziona per tutti. Richiede un attento esame del comportamento del soggetto per sincronizzare l’induzione con la sua risposta fisiologica.

Il metodo ha infinite varianti, che vanno dalla fissazione dello sguardo su un punto lontano, su un oggetto brillante, o su una parte del corpo, la mano, un dito, la punta di un’unghia, o direttamente negli occhi dell’ipnotista. Quest’ultimo aspetto è quello che colpisce maggiormente la fantasia popolare. Molti film lo hanno utilizzato spesso, in maniera più o meno precisa o fantasiosa. Lo sguardo dell’ipnotista incute sempre un certo timore, perché nella cultura popolare è associato agli occulti poteri dell’arte ipnotica.

Come dice la pubblicità riportata nell’immagine, tratta da un giornale di fine ‘800, accadono cose misteriose sotto il suo magico incantesimo.