Procrastinare vuol dire rimandare ad un altro giorno, spesso indefinito, le cose che dobbiamo fare.

Nella definizione del vocabolario, non c’è nulla di così tremendo, e se la pigrizia e il dolce far niente sono lo scopo e la missione della vostra vita, la procrastinazione è una virtù positiva, da coltivare e far crescere con le stesse cure e attenzioni dedicate a una pianta rara e bellissima.

Se al contrario aspirate al successo, o almeno a cambiare il vostro stato attuale per uno che giudicate migliore e più desiderabile, allora il procrastinare diventa un vizio pericoloso, che porta inevitabilmente al fallimento. Chi è sempre in ritardo o consegna il lavoro all’ultimo momento, dà prova di scarsa diligenza e affidabilità.

Trascinare le cose fino all’ultimo istante possibile non è di per sé un problema. Tuttavia le conseguenze di questo atteggiamento lo possono diventare. Specialmente perché fare le cose all’ultimo minuto non lascia il tempo di rimediare ad eventuali errori. Rimandare quella telefonata, diventa imperdonabile, come rimandare quell’appuntamento, o non presentarsi in orario per non essere passati in tempo a ritirare la macchina dal meccanico. Una piccola mancanza si è trasformata in un disastro.

A volte è direttamente il corpo che avvisa che bisogna rimandare quella cosa spiacevole o noiosa, che però dobbiamo assolutamente fare. Ci sono i compiti che aspettano di essere svolti, i quaderni e i libri aperti sul tavolo. E quella sensazione così familiare alla bocca dello stomaco, che dice in maniera imperativa che non è ancora il momento di mettersi sui libri. Magari è meglio aspettare a fare quel lavoretto, ci si può pensare su ancora una volta, e poi un’altra ancora, analizzando ogni singolo dettaglio. Il procrastinatore cerca sempre la soluzione migliore e prende la decisione giusta solo dopo un attento esame, che però non arriva mai.

Meglio fare le cose subito e levarsele di torno, piuttosto che pensarci e ripensarci sopra centomila volte senza concludere nulla. Ma a chi procrastina sfugge il senso di soddisfazione che si prova per essersi lasciati alle spalle un compito ingrato, perché prefigura soltanto la noia e la tristezza che proverà svolgendolo. Il futuro di chi procrastina ha un orizzonte limitato e piuttosto tetro.

Meglio comunque aspettare che le cose siano perfettamente sistemate e che arrivi il momento giusto per cominciare. Così la dieta comincia sempre dopo che si è preso un altro chilo. Si decide di smettere di fumare quando si è comprata una stecca di sigarette e di andare a trovare la zia proprio il giorno del nubifragio, quando non si può proprio uscire di casa.

l’ipnosi per la procrastinazione

Il procrastinatore riceve grandi benefici dall’ipnosi, perché può imparare, in un tranquillo e benefico stato di rilassamento, come ci si sente bene quando si è terminato di fare un lavoro. La mente non si concentra più su come rimandare le cose da fare, ma su come ottenere il risultato desiderato. Così il suo orizzonte temporale si allarga, va oltre il compito da svolgere, arriva a quando è concluso e ci si può ricompensare con la soddisfazione di un lavoro ben fatto e la consapevolezza che non c’è più altro da fare e si può dedicare più tempo a se stessi.

Se il problema che porta a rimandare è la mancanza di concentrazione e organizzazione, l’ipnosi può aiutare a concentrarsi meglio, a vedere le cose con maggiore chiarezza.

Se la procrastinazione è collegata a segnali fisici, si potrà lavorare direttamente con quelli, in modo che non sollecitino più a rimandare un compito.

Se si rimanda perché non ci si sente in grado di svolgere un compito, allora l’intervento sarà più improntato a riscoprire il valore dell’individuo e a potenziare la sua autostima.

Per certe persone è opportuno andare alle cause della procrastinazione, al meccanismo interno di auto-sabotaggio che si è innescato ad un certo punto della vita. Con altre sono sufficienti le suggestioni dirette e una ricarica degli stimoli e delle motivazioni a fare le cose. In altri casi si potrà scoprire in ipnosi una definizione più chiara e organica di quello che effettivamente si vuole raggiungere e delle modalità di ottenerlo.